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Le distruzioni belliche e la ricostruzione

La Storia - foto 1Il secondo conflitto mondiale distrugge la Ferrovia.

Nel 1943, infatti, l’esercito tedesco, ritenendo la Sangritana una delle più importanti trasversali ferroviarie adriatico-tirreniche, ne decide la totale distruzione. Una preziosa testimonianza scritta dall’allora ispettore Antonio Ferretti precisa quanto è avvenuto in quei terribili giorni. “Il 5 ottobre 1943, il treno n. 15, in prossimità della stazione di San Pietro Avellana, fu preso di mira da aerei. Il macchinista ed il capo stazione rimasero feriti. Tra i viaggiatori si registrarono tre morti e 12 feriti. Il 6 ottobre, in prossimità della stazione di Perano, sull’asse Archi-Atessa, fu mitragliata la linea di contatto, causando la messa a terra della linea stessa. Con un pezzo di fune di canapa, rimisi a posto i fili e feci proseguire il treno fino al posto danneggiato. Dopo lo feci rientrare ad Atessa. Nel pomeriggio dello stesso giorno, per i fatti avvenuti a Lanciano e per le continue incursioni aeree, la ferrovia decise la chiusura all’esercizio, mentre il 14 ottobre, i tedeschi cominciarono a far saltare in aria ponti, rotaie, pali, linee e contatti lungo tutto il tracciato, sino ad arrivare al 5 novembre 1943, allorquando fu distrutta tutta la linea ferroviaria Castel di Sangro – Marina San Vito. Il danno fu enorme”.

La Storia - foto 2Dopo questo particolare momento, i ferrovieri offrono un lucido e coraggioso esempio di responsabilità sociale, costituendosi, il 2 aprile 1945, in “Cooperativa di Lavoro” per la ricostruzione volontaria della ferrovia. In una nota del 15 marzo 1945 si leggono le seguenti motivazioni: “Essi (i ferrovieri della Sangritana) vogliono riedificare con la loro forza perché in questa riedificazione non solo ritrovano il vivere loro e dei loro congiunti, ma anche perché in essa stessa vedono, e giustamente, la vita della loro regione e ne vogliono, anche sotto quest’aspetto ed a costo di ogni loro più dura fatica, il merito ed il privilegio di fronte a se stessi, ai figli ed alle popolazioni future”.

I ferrovieri si mettono subito al lavoro ed il loro contributo porterà, in tempi relativamente brevi, al ripristino del tracciato ferroviario.

Il 14 febbraio 1951 arriva anche l’approvazione ministeriale per la trasformazione dello scartamento da ridotto a normale. Iniziativa, questa, che rende possibile il collegamento diretto fra Pescara e Lanciano. Il 7 marzo 1956 viene riattivata la prima tratta Marina San Vito – Crocetta. Il 1 luglio dello stesso anno è la volta di Crocetta – Archi e, poi, della Crocetta-Ortona Città (20 settembre 1956), Archi-Atessa (1 aprile 1957), Archi-Bomba (1 aprile 1958) e del tratto terminale Bomba – Castel di Sangro (7 maggio 1959). Manca solo Marina di Ortona - Ortona Città, riaperta il 18 giugno 1959 con la galleria sotto la città.

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