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Il progetto originario

La Storia - foto 1L’idea di dotare l’Abruzzo di una propria rete ferroviaria che garantisse il collegamento tra i centri interni e la costa adriatica e che si proponesse anche come strada preferenziale tra l’Adriatico e il Tirreno, viene avanzata già nel maggio 1853, quando l’allora Presidente del Consiglio Provinciale di Abruzzo Citra, il barone Panfilo De Riseis, affida la progettazione di questa ferrovia agli ingegneri Vincenzo Antonio Rossi e Giustino Fiocca.

Il progetto, pur ricevendo in data 17 gennaio 1854 una “promessa di concessione” dal Re delle Due Sicilie Ferdinando II, fallisce a causa della caduta dei Borboni.

In seguito, risulterà determinante l’interessamento dei Comuni del circondario, primi fra tutti quello di Lanciano, attraverso il sindaco Gaetano Colalè e quello di Casoli.

Quest’ultimo, grazie alla fermezza e tenacia del suo sindaco Pasquale Masciantonio, coinvolge gli onorevoli deputati abruzzesi, tra i quali Gabriele D’Annunzio, nell’intervento per la realizzazione di una ferrovia a trazione elettrica che, per la prima volta, viene chiamata “ferrovia sangritana”.

Una volta chiarita l’idea ed avuto il benestare da parte dei Comuni interessati, l’ingegnere Camillo Dellarciprete, eminente tecnico ferroviario, convince il lombardo ingegnere Ernesto Besenzanica, costruttore della Ferrovia Fermo-Amandola, a redigere il progetto definitivo della nuova linea ferroviaria Sangritana, che viene presentata in data 3 giugno 1905 al Ministero dei Lavori Pubblici ed approvata definitivamente il 27 febbraio 1909 come ferrovia a scartamento ridotto e con trazione a vapore.

La Storia - foto 3Il progetto prevede che il tracciato tocchi 3 province (Chieti, L’Aquila e Campobasso) e 23 Comuni e che, con i suoi circa 150 km, si sviluppi attraverso questo itinerario: la strada ferrata parte dalla stazione di Castel di Sangro, segue la Valle del Sangro fino alla confluenza dell’Aventino, continua poi per Casoli fino a Crocetta, dove si biforca, proseguendo con un ramo fino a Marina San Vito, passando per Lanciano, e con un altro ramo verso Ortona, transitando per Guardiagrele.

A questa linea principale si aggiunge un altro piccolo tronco da Archi verso Atessa.

Il 10 febbraio 1911 iniziano i lavori della ferrovia che proseguono speditamente, fino a giungere al 1 agosto 1912, allorquando ha luogo l’apertura all’esercizio della tratta Marina San Vito – Lanciano.

Seguiranno, poi, le aperture delle altre tratte: il 10 novembre1912 è la volta della tratta Marina di Ortona – Guardiagrele, il 4 settembre 1913 la congiunzione di questi due rami ferroviari diventa realtà con l’inaugurazione della Lanciano – Crocetta – Guardiagrele, mentre il 7 dicembre 1913 viene aperta la diramazione Archi – S. Luca di Atessa.

Il 19 giugno 1914 si aggiungono altri 20 km da Archi a Villa S. Maria.

Il 17 ottobre 1914i treni proseguono fino ad Ateleta ed il 1 agosto 1915 raggiungono finalmente il capolinea di Castel di Sangro, completando tutta la linea con i suoi 148,84 km.

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