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Gli anni della ripresa

La Storia - foto 1Nel dopoguerra, la trasformazione dell’Italia da Paese ad economia agricola a Paese industrializzato fa registrare, anche nella Vallata del Sangro, una notevole emigrazione della popolazione verso i maggiori centri delle zone limitrofe o addirittura verso il Nord Italia, la Svizzera e la Germania.

Il tempestivo svuotamento dei centri abitati della zona, soprattutto l’emigrazione della forza-lavoro e, quindi, delle giovani generazioni, porta a definire la zona del Sangro “valle della morte”.

In questa situazione, la presenza della ferrovia sembra essere l’unico elemento concreto per determinare lo sviluppo socio-economico del territorio.

Gli operatori economici, infatti, grazie alla presenza della Sangritana e favoriti anche dall’intervento straordinario per il Mezzogiorno, avviano i primi investimenti industriali nella Valle del Sangro.

Pertanto, negli anni Settanta si assiste ad un incremento più che positivo sia di viaggiatori, sia di merci: nel 1971 vengono trasportati complessivamente 900.000 viaggiatori, saliti a 1.000.000 nel 1974 fino ad assestarsi a 1.200.000 nel 1978, con il maggior incremento proprio sulla tratta Archi-Castel di Sangro.

Anche il servizio merci registra un incremento sostanziale.

La Sangritana ha in gestione cinque raccordi privati con imprese vitivinicole e di lavorazione di prodotti ortofrutticoli nella zona industriale di Ortona, Caldari e Crecchio, Arielli, Orsogna.

Le merci trasportate crescono da 17.414 tonnellate nel 1964 a 53.057 ton nel 1972.

Ma questi risultati non riescono a scongiurare il peggio: nel 1973 uno smottamento del binario sulla tratta S. Luca – Atessa, rende inagibile la ferrovia che, a partire dal 14 marzo, vede sospeso il servizio passeggeri.

La Storia - foto 2La situazione è abbastanza preoccupante ed in casa Sangritana si inizia a parlare di un possibile smantellamento della ferrovia.

La situazione sembra migliorare grazie alla trasformazione della Sangritana in gestione governativa.

L’11 agosto 1980, l’azienda viene infatti collocata alle dirette dipendenze del Ministero dei Trasporti.

Tuttavia, il 3 luglio 1981 viene nominata una Commissione al fine di accertare le condizioni di esercizio della Sangritana.

I rilievi effettuati portano la Commissione stessa a ritenere urgente l’esecuzione di lavori a breve e medio termine, sospendendo temporaneamente l’esercizio ferroviario su quasi tutta la linea e provocando inevitabili reazioni di protesta da parte delle popolazioni del territorio, che vedono in questa sospensione l’inizio dello smantellamento del tracciato ferroviario.

Ma il Ministero nomina una nuova Commissione che relazioni sulla effettiva situazione infrastrutturale della linea ferroviaria.

La Commissione conclude i lavori asserendo che la ripresa dell’esercizio ferroviario è possibile solo dopo aver eseguito interventi di consolidamento e ripristino di opere d’arte su tutta la rete.

I lavori, prontamente avviati, procedono speditamente e l’8 aprile 1983 viene riattivata la tratta Lanciano-Villa S. Maria e il 31 maggio 1987 la tratta Villa S. Maria-Castel di Sangro, tornando così alla normalità.

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