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Dalla trazione a vapore all'elettrificazione

La Storia - foto 2Il successo dell’iniziativa, salutata con gran favore dalle popolazioni della Valle del Sangro, induce la Società a progettare l’elettrificazione di tutta la linea ferroviaria.

Infatti, la trazione a vapore, oltre ad essere particolarmente onerosa, risulta anche più lenta nei tempi di percorrenza: ad esempio, un treno da Lanciano a Castel di Sangro, per percorrere complessivamente 87 km, impiegava ben 5 ore e 20 minuti.

Il progetto di elettrificazione prevede una derivazione delle acque del fiume Sangro fra i comuni di Quadri e Villa S. Maria di capienza pari a 4.000 mc, al fine di convogliarle ad una centrale elettrica, ottenendo così una potenza di 6.666 cavalli da utilizzare per la trazione elettrica sulla strada ferrata.

I lavori, sospesi a causa del primo conflitto mondiale, riprendono nel 1923 con il conferimento dell’incarico alla Società Tecnomasio Italiana Brown Boveri (TIBB), alla quale la Sangritana chiede anche di fornire 18 rotabili, fra cui 9 locomotive, 6 automotrici e 3 automotrici da manovra a due assi.

Un numero di mezzi, questo, consistente considerata l’epoca.

Dopo solo un anno, nel giugno 1924 i lavori di elettrificazione hanno termine: 150 km di linea di contatto del tipo a catenario, (ad eccezione della Archi-Atessa), nonché 80 km di linea primaria per il trasporto della corrente dalla centrale di Taranta Peligna sul fiume Aventino alle due sottostazioni elettriche di conversione di Fallo e Crocetta.

Oltre a ciò vengono realizzati gruppi convertitori per la trasformazione della corrente trifase alternata in corrente continua, costruiti gli edifici delle sottostazioni ed ampliati il fabbricato deposito e quello officina a Lanciano.

Questo lavoro ha rappresentato, all’epoca, la prima e più estesa rete europea a scartamento ridotto elettrificata con il sistema di corrente continua ad alta tensione.

Il nuovo tipo di trazione, inaugurato il 9 ottobre 1924, consente l’aumento della velocità media dei locomotori fino a 50 km/h, riducendo così i tempi di percorrenza ed incrementando il numero delle coppie di corse.

Il 1° febbraio 1929, con il prolungamento fino ad Atessa centro della tratta Archi – S. Luca, si può dire che la Ferrovia Sangritana è completamente attivata ed offre un servizio prezioso ad oltre 160.000 abitanti di 40 Comuni che utilizzano ben 42 tra fermate e stazioni.

I viaggiatori sono in media 1,3 milioni all’anno ed anche il trasporto merci non viene trascurato.

Nel 1942, ad esempio, vengono trasportati 1.850.000 viaggiatori e 944.000 quintali di merci.

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